Cos’è che ci rende impazienti di tornare a Matelica?

(di Luca Pezzini)

E’ difficile cercare le motivazioni per cui ogni anno non si veda l’ora che inizi l’Encuentro Amigos de Partagas en Italia senza scadere nel banale e nell’ovvietà.

Che sia il più importante evento sui preziosi manufatti dell’Isla Grande caraibica è conclamato… Che come importanza siasecondo solo al Festival che si svolge a Cuba è un dato di fatto… Che nel corso delle giornate nella splendida cittadina marchigiana (e dintorni) si possano incontrare amici provenienti da tutta Italia e da varie parti del mondo siamo stanchi di ripeterlo… Che si possa partecipare a cene, corsi ed appuntamenti di vario tipo è una costante… Che in quei giorni ci si possa sentire catapultati in un “barrio” de L’Avana seppur a tantissimi chilometri di distanza è risaputo…

Ma allora cosa ci spinge a seguire la nostra passione aspettando anno dopo anno di tornare a Matelica?

Di certo Francesco Minetti non può essere considerato il pifferaio magico della cittadina di MatelicHamelin che con le sue volute blu ammalia gli appassionati. Non regge il fatto che Chiara Serpicelli indossando le vesti della Maga Circe assieme a tutte le sue splendide sirene “Señoritas” intontisca e seduca i fumatori di tabaco puro facendoli confluire a Borgo Lanciano, al Marchese del Grillo o nella sede del club.

Io penso che la cosa sia ben più sottile ed interessante: l’Encuentro incarna per ogni fumatore la voglia di condividere questa passione in purezza, partecipare alle giornate in provincia di Macerata arricchisce non solo andando a soddisfare la voglia di sapere (perché non si finisce mai d’imparare) o di “compartir”. Questo evento è qualcosa di più che, anno dopo anno, crea in tutti noi appassionati quella voglia di esserci, di partecipare e possibilmente d’aiutare nel nostro piccolo l’organizzazione… senza “se” e senza “ma” fa sentire noi stessi meccanismi indispensabili di questa consolidata e meravigliosa macchina organizzativa del piacere fumoso… ed è per questo che “a Matelica chi ci va ci ritorna!”

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