Un piccolo miracolo

(di Paul de Sury)

La Matelica è un piccolo miracolo. L’articolo davanti al nome della cittadina lo metto per sottolineare il paragone con La Habana. In quest’ultima, giustamente, si tiene la più grande celebrazione del puro cubano del mondo : il Festival di Habanos. Io non ci vado più da anni. All’inizio, per i primi dieci anni, era un evento per amatori e addetti ai lavori. Nelle ultime edizioni a cui ho partecipato ho percepito che quest’ultima componente aveva preso il sopravvento. Per carità, niente di male; però io il tabacco lo compro e non lo vendo, trovarmi a tavola per sei ore con sette tabaccai dell’estremo oriente mi interessa quindi poco. Nelle Marche ci vado invece sempre volentieri. Minetti & Co organizzano il secondo avvenimento, per durata e numero di partecipanti, dedicato ai sigari del mondo. Per me nella prima settimana di Luglio è un impegno fisso. Ne ho persi pochissimi, forse i primi due. Ogni volta ritrovo una caterva di amici, cene straordinarie (sia dal Marchese del Grillo sia a Borgo Lanciano) e occasioni straordinarie di approfondimento sul fumo e sul Ron.

Purtroppo quest’anno devo passare il colpo. Mia figlia doveva sposarsi lo scorso settembre e, causa Covid, ha dovuto rinviare ai primi di luglio. Ubi maior … mi spiace veramente anche perché questa è la quindicesima edizione ufficiale. Quella bellissima, forzatamente ristretta dalla pandemia, dell’anno scorso non conta. Nei paesi latino-americani il quinze è la celebrazione del debutto delle signorine nel mondo delle donne. Da noi si festeggiano la Cresima e i diciott’anni. Dal Messico in giù, anche la famiglia più disperata economicamente rompe i salvadanai per comprare (più facilmente affittare) un abito sontuoso per realizzare un album fotografico da consegnare alla bambina di casa.

Dato che La Matelica è femmina…

Cos’è che ci rende impazienti di tornare a Matelica?

(di Luca Pezzini)

E’ difficile cercare le motivazioni per cui ogni anno non si veda l’ora che inizi l’Encuentro Amigos de Partagas en Italia senza scadere nel banale e nell’ovvietà.

Che sia il più importante evento sui preziosi manufatti dell’Isla Grande caraibica è conclamato… Che come importanza siasecondo solo al Festival che si svolge a Cuba è un dato di fatto… Che nel corso delle giornate nella splendida cittadina marchigiana (e dintorni) si possano incontrare amici provenienti da tutta Italia e da varie parti del mondo siamo stanchi di ripeterlo… Che si possa partecipare a cene, corsi ed appuntamenti di vario tipo è una costante… Che in quei giorni ci si possa sentire catapultati in un “barrio” de L’Avana seppur a tantissimi chilometri di distanza è risaputo…

Ma allora cosa ci spinge a seguire la nostra passione aspettando anno dopo anno di tornare a Matelica?

Di certo Francesco Minetti non può essere considerato il pifferaio magico della cittadina di MatelicHamelin che con le sue volute blu ammalia gli appassionati. Non regge il fatto che Chiara Serpicelli indossando le vesti della Maga Circe assieme a tutte le sue splendide sirene “Señoritas” intontisca e seduca i fumatori di tabaco puro facendoli confluire a Borgo Lanciano, al Marchese del Grillo o nella sede del club.

Io penso che la cosa sia ben più sottile ed interessante: l’Encuentro incarna per ogni fumatore la voglia di condividere questa passione in purezza, partecipare alle giornate in provincia di Macerata arricchisce non solo andando a soddisfare la voglia di sapere (perché non si finisce mai d’imparare) o di “compartir”. Questo evento è qualcosa di più che, anno dopo anno, crea in tutti noi appassionati quella voglia di esserci, di partecipare e possibilmente d’aiutare nel nostro piccolo l’organizzazione… senza “se” e senza “ma” fa sentire noi stessi meccanismi indispensabili di questa consolidata e meravigliosa macchina organizzativa del piacere fumoso… ed è per questo che “a Matelica chi ci va ci ritorna!”