Il duello a Matelica

“Il duello evita lo scandalo e il rumore (…). È l’ultima fragile ma ancora sovrana barriera contro i calunniatori e i maleducati” (Marcel Boulenger)


Tra i tanti appuntamenti culturali che contraddistinguono l’Encuentro, sono onorato quest’anno di segnalare la presentazione (prima assoluta italiana) del libro “Apologia del duello” curato dal sottoscritto e dall’amico di tante battaglie Alex Pietrogiacomi, che ha avuto l’idea iniziale di tradurre in italiano questo testo francese del 1914. L’appuntamento è per giovedì 6 luglio, nel pomeriggio…
Dalla mia premessa al libro di Stilemaschile edizioni (www.stilemaschile.it):
Ma perché come argomento abbiamo scelto proprio il duello? Perché il duello fa paura, evoca scontri esiziali, finali inoppugnabili. Niente scuse: o ci si affronta o si scappa. Eppure la nostra società è più che mai intrisa di conflittualità. Anteponendo l’io (presunto) al noi, ogni formica pensa di essere un elefante. Quindi ogni formica insulta l’elefante. E troverà sempre qualcuno che gli darà ragione, perché non sembrano esserci regole. Il duello ne ha, tante (Il Codice cavalleresco italiano di Jacopo Gelli – 1887 – è composto da oltre 500 articoli). E per questo è riservato ai gentiluomini.
La forma è importante tanto quanto l’esito. Il duello è elegante e crudele al contempo. Atto e simbolo. Evocativo; tutti abbiamo nel cuore scene di film e romanzi indimenticabili che ci hanno forgiato nello spirito. Su tutti, il Barry Lyndon di Kubrick citato in copertina. Ma il duello ha anche un lato tragico e beffardo (Woody Allen che cita Tolstoj nel suo Amore e Guerra).


Cos’è un duello?

Il duello è, simbolicamente, una perfetta rappresentazione della vita, in cui oneri e onori, disfatte e dolori si alternano sino ad un finale imprevedibile. Paradossalmente, il duello aiutava il dialogo e il confronto. E la vita aveva sicuramente più valore. La liturgia di ogni manifestazione sociale, sia religiosa che civile, ne aumenta il valore. A svilirne forma e contenuti è la facilità e la approssimazione. Tutto quello che è facile da raggiungere, dal sesso ai soldi, dal successo alla cultura, perde valore. Ce ne accorgiamo in questi anni, in cui la deriva volgare della nostra società pare sempre più inarrestabile. Quindi è palese che il duello poteva apparire, e lo era invero, cruento e in alcuni frangenti barbaro. Ma non più di uno scambio di insulti su un social network o di una aggressione in istrada. Anzi.


Il libro che abbiamo tradotto per la prima volta in Italia, Apologia del duello, è del 1914. È affiancato da un prezioso contributo di Ivano Comi, scrittore che ha dedicato la sua opera al bello e alla vita elegante.Il progetto è nato da una intuizione di Alex Pietrogiacomi, amico e collaboratore, scrittore ed editor, che ringrazio per averci dato l’opportunità di pubblicare un testo così piccolo ma così prezioso e stimolante.
Di Alfredo de Giglio


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...