FINALMENTE L’ENCUENTRO… ED I SUOI EVENTI TRA GLI EVENTI!

Ci siamo… finalmente ci siamo… mancano una manciata di giorni all’Encuentro Amigos de Partagas en Italia e, a nostro avviso, il nome dell’evento è sin troppo limitativo… forse sarebbe meglio chiamarlo “Encuentro Amigos de Partagas Fuera L’Avana” vista l’enorme quantità d’appassionati che da tutto il mondo arrivano a Matelica!!!
Finalmente Matelica con tutto quello che offre come eventi ufficiali e non solo… perché il solo incontrare in un unico posto Andrea, Alex, Remy, Alejandro o Paolo è una gran cosa e, con tutto il rispetto per gli splendidi eventi organizzati dal club Matelicese… che sentiamo tutti un pò nostro, ogni incontro è un piccolo-grande evento.
 

Ho stampato nella mente quando qualche anno fa con Federico, Giorgio, Enzo e Robertone ed altri ci siamo ritrovati a stappare bottiglie su bottiglie di champagne a Borgo Lanciano… ribattezzato da quella stagione “Borgo Romano” visto che eravamo in quaranta!!! 

Oppure come dimenticare il pomeriggio che abbiamo gustato il patè di Remy abbinato alla mortadella di Paolo ed un buon Franciacorta assieme al Marchese Parisi? 
… chiaramente sempre abbinando la nostra passione… quante giornate in piscina a provare e scambiarsi edizioni regionali… quanta passione e voglia di condividere senza ma e senza se!!!

Quest’ anno io, ed anche altri “Confratelli” Matelica ce la vivremo prima degli altri e martedì 4 alle ore 21,30 ci appassioneremo con la fumata “Live” sul gruppo FaceBook della “Confraternita di SigariAvana.it“… la nostra sarà un’anteprima di quanto di bello vivremo nella cittadina marchigiana e, statene certi, posteremo foto e filmati sul gruppo per fare sentire con noi chi non è potuto venire… perché Matelica è sempre Matelica!!!

A cura di Luca Pezzini

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Gli amici

Cavolo! E come faccio qui?! A parlare di amicizia potrei perdermi… all’Encuentro ho scoperto un valore in più, quello proprio del sodalizio. È vero, spesso incontro tanti della nazione fumosa ad eventi e in giro per l’Italia, tra tabaccherie e cene, però a Matelica me li ritrovo tutti insieme e la cosa è straordinaria, perché è inebriante girare tra i tavoli, faticare a salutare Stjep perché stai abbracciando Odolo, mentre Luca Pezzini ti prende a pacche sulle spalle e intanto Nicola si avvicina con il suo sorriso. Baciare Silvia mentre senti la risata di Matteo alle tue spalle e incroci lo sguardo con Milagro è un gioco funambolico. Divento una specie di bambino nel paese dei balocchi con tutti i suoi amici e amiche, pronti a divertirsi, ridere e scherzare fino allo sfinimento.La prima cosa però è stringere forte Francesco, lui e la sua squadra sono il fuoco sacro del rispetto, dell’accoglienza, dell’amicizia…del detto “La mia casa è la tua casa”. Sentirsi cingere dalle braccia virtuali di quell’entità composta da tutto il club Don Alejandro è una sorta di purificazione che ti permette l’accesso a quel meraviglioso Valhalla (perdonatemi se non vado su lidi cattolico/cristiani di più larga fruibilità) che è l’Encuentro.

Tra i tantissimi amici che rivedo (Bertini, Fabrizio, Giuseppe, Gnaffone, Enzo e tanti tanti altri), dall’anno scorso posso annoverare (a titolo strettamente personale e con la possibilità di smentita da parte delle stesse) le senoritas. Queste ragazze mi sono entrate nel cuore, ognuna a modo suo, ognuna con le sue qualità, le sue particolarità e pazzie – oh sì, sono matte e divertenti – che hanno dipinto nella mia testa e nel mio spirito i loro singoli ritratti.

Certo, Ilenia ancora vanta un credito importante con me (che onorerò quest’anno), ma tutte, proprio tutte sono una voce familiare, un punto di riferimento on line e off line che offre tutta propria energia in quei giorni meravigliosamente faticosi.

Vi porterò il mio sorriso migliore, il mio abbraccio più sincero… più degli anni precedenti, perché è così che funziona no? Nell’amicizia si va in crescendo!

di Alex Pietrogiacomi 

Potete leggere altro di lui su:

https://ilbicchierediversodblog.wordpress.com

MATELICA… SE NON LA VIVI NON SAI!

Come in tutte le cose c’è sempre uno “spartiacque” tra il prima ed il dopo… tra un anno ed il successivo… tra una stagione sportiva e l’altra… ecco… per me Matelica ed il “Suo” Encuentro de Partagas en Italia è questo!

E’ la fine di una stagione di eventi… la fumata finale… un po’ come la finale di un campionato!
Il ‘dopo’ Matelica è l’inizio di una nuova stagione… che inevitabilmente ci riporterà a Matelica per vivere e godere del più importante evento legato alla passione che ci unisce fuori dai confini della nostra terra promessa… Cuba!
Ma entrando nel concreto di questo “Nostro” Encuentro, perché in occasione dell’evento ci sentiamo un po’ tutti matelicesi, una volta l’anno questa cittadina di circa 10.000 abitanti diventa un “barrio” de L’Avana che propone per una manciata di giorni tutto quel che un appassionato può desiderare in attesa del prossimo pellegrinaggio all’isla grande caraibica.
Matelica è rincontrare vecchi amici e conoscerne di nuovi, è condividere con passione, è scoprire cose nuove… perché volenti o nolenti nessuna serata od incontro può minimamente esser paragonato all’Encuentro che si svolge nelle Marche!
Matelica è una semplice fumata a bordo piscina od una collettiva vintage… è una cena in polo o la cena di gala nella splendida piazza… è il bianco dei vestiti delle sue splendide hostess o lo smoking nero di un semplice appassionato… Matelica è… ma se non l’hai mai vissuta a modo… non sai!

Luca Pezzini 

P.S.) per tutto questo, e non solo, la “Confraternita di SigariAvana.it” sarà come sempre presente !

Il duello a Matelica

“Il duello evita lo scandalo e il rumore (…). È l’ultima fragile ma ancora sovrana barriera contro i calunniatori e i maleducati” (Marcel Boulenger)


Tra i tanti appuntamenti culturali che contraddistinguono l’Encuentro, sono onorato quest’anno di segnalare la presentazione (prima assoluta italiana) del libro “Apologia del duello” curato dal sottoscritto e dall’amico di tante battaglie Alex Pietrogiacomi, che ha avuto l’idea iniziale di tradurre in italiano questo testo francese del 1914. L’appuntamento è per giovedì 6 luglio, nel pomeriggio…
Dalla mia premessa al libro di Stilemaschile edizioni (www.stilemaschile.it):
Ma perché come argomento abbiamo scelto proprio il duello? Perché il duello fa paura, evoca scontri esiziali, finali inoppugnabili. Niente scuse: o ci si affronta o si scappa. Eppure la nostra società è più che mai intrisa di conflittualità. Anteponendo l’io (presunto) al noi, ogni formica pensa di essere un elefante. Quindi ogni formica insulta l’elefante. E troverà sempre qualcuno che gli darà ragione, perché non sembrano esserci regole. Il duello ne ha, tante (Il Codice cavalleresco italiano di Jacopo Gelli – 1887 – è composto da oltre 500 articoli). E per questo è riservato ai gentiluomini.
La forma è importante tanto quanto l’esito. Il duello è elegante e crudele al contempo. Atto e simbolo. Evocativo; tutti abbiamo nel cuore scene di film e romanzi indimenticabili che ci hanno forgiato nello spirito. Su tutti, il Barry Lyndon di Kubrick citato in copertina. Ma il duello ha anche un lato tragico e beffardo (Woody Allen che cita Tolstoj nel suo Amore e Guerra).


Cos’è un duello?

Il duello è, simbolicamente, una perfetta rappresentazione della vita, in cui oneri e onori, disfatte e dolori si alternano sino ad un finale imprevedibile. Paradossalmente, il duello aiutava il dialogo e il confronto. E la vita aveva sicuramente più valore. La liturgia di ogni manifestazione sociale, sia religiosa che civile, ne aumenta il valore. A svilirne forma e contenuti è la facilità e la approssimazione. Tutto quello che è facile da raggiungere, dal sesso ai soldi, dal successo alla cultura, perde valore. Ce ne accorgiamo in questi anni, in cui la deriva volgare della nostra società pare sempre più inarrestabile. Quindi è palese che il duello poteva apparire, e lo era invero, cruento e in alcuni frangenti barbaro. Ma non più di uno scambio di insulti su un social network o di una aggressione in istrada. Anzi.


Il libro che abbiamo tradotto per la prima volta in Italia, Apologia del duello, è del 1914. È affiancato da un prezioso contributo di Ivano Comi, scrittore che ha dedicato la sua opera al bello e alla vita elegante.Il progetto è nato da una intuizione di Alex Pietrogiacomi, amico e collaboratore, scrittore ed editor, che ringrazio per averci dato l’opportunità di pubblicare un testo così piccolo ma così prezioso e stimolante.
Di Alfredo de Giglio


ADUNANZA

Non ci si ritrova all’Encuentro. Ho sempre sostenuto che sia una sorta di Adunanza tra diverse tribù di una stessa popolazione, un po’ come nei film fantasy.
Ci si muove da ogni parte del mondo e dell’Italia non per incontrarsi, ma per ritrovarsi (nell’accezione più nobile del verbo) e sentirsi in famiglia, a casa.

Sì, non faccio il buonista, anche per bullarsi un po’ delle proprie conoscenze, collezioni etc etc, ma quello in minima parte… la gente del sigaro che si riunisce è solare, abbraccia e sorride in nome di un piacere lento, rilassato.

Viene a chiacchierare, a scoprire, non ha fretta e si abbandona alla dilatazione degli spazi.

Ci si muove lentamente tra le strade, sorseggiando caffè, con gli immancabili sigari, si mostrano i propri vessilli, i propri colori come membri di un esercito o come cavalieri solitari, senza che ci sia mai scontro, mai ostilità, ma soltanto scambio di forze e conoscenze.

Uomini e donne, scendiamo più nel genere, maschi e femmine, non fanno altro che regalarsi a vicenda sensazioni ed emozioni che rispecchiano le volute di fumo che tanto amano: disegni densi e immaginifici che volano verso le stelle.

Una nazione vera e propria che chiama a raccolta i suoi figli, il suo popolo per rendersi più solida, più grande, per mostrare una forza benevola, generosa: quella della condivisione di sogni e idee e passione, la stessa che animava la Vecchia Volpe a cui tutti, platealmente o silenziosamente, ogni anno porgiamo un saluto dal cuore.

Alex Pietrogiacomi

Potete leggere altro di lui su:

https://ilbicchierediversodblog.wordpress.com

25 anni di fumate

“Dapprima Dio creò l’uomo, poi la donna. Dopo l’uomo gli fece pena e gli diede il tabacco.” MARK TWAIN

 

Quest’anno il mio legame con il mondo del ‘fumo lento’ compie 25 anni.

Iniziai con dei sigari americani che un amico, molto più grande di me, comprava alla Nato. Nulla di eccezionale. Ma ne conservo un ottimo ricordo. 25 anni fa in Italia c’era naturalmente il sigaro Toscano e poco altro. Piano piano stava però iniziando a crescere una piccola elite di fumatori di cubani. Nulla se confrontato con la dimensione che il mondo del sigaro ha assunto oggi, sia in termini qualitativi che quantitativi.

Dopo passai ad altri sigari, provando un po’ tutto quello che il mercato limitato di allora offriva. Il consumo più grande era naturalmente di ‘stortignaccolo’, anche perché caso ha voluto che la mia vita professionale si legasse per quasi 10 anni al mondo del Toscano. Contribuii infatti a creare e a far crescere il Club Amici del Toscano, curando in particolar modo il magazine omonimo che ho a lungo diretto. Un trimestrale che arrivò a toccare le 50.000 copie e che mi permise di entrare in contatto con amici come Stefano Fanticelli o Terry Nesti o Heinz Beck.

Dopo il Toscano grande scoperta fu quella di Amazon, il primo partner del settore per l’appena nato Stilemaschile, il progetto editoriale che ho fondato nel 2010 e che dirigo tutt’oggi.

Poi gli incontri/collaborazioni con Davidoff, Ambasciator Italico e Scandinavian Tobacco (www.stilemaschile.it/scandinavian-tobacco-group), con cui Stilemaschile collabora da qualche anno. E gli amici di Sansone the Smoking Store (www.stilemaschile.it/sansone-smoking-store), Gianluca Sansone e Giuseppe Balzano, che mi informano costantemente sulle novità e mi hanno insegnato tanto sull’argomento.

E guai a dimenticarsi di Salvatore Parisi, un maestro di vita tout court.

Insomma, la mia esistenza, professionale e non, deve molto al mondo del sigaro. Privatamente, il fumo di qualità è una parentesi importante di introspezione e di piacere quotidiano. Una passione da condividere sì, ma che ha la sua principale valenza nell’essere una esperienza solitaria. Quando i Maya (1.300 anni fa) credevano che il fumo fosse un mezzo per entrare in contatto con il trascendente non sbagliavano del tutto (Claude Lévi-Strauss, Dal miele alle ceneri). Solamente i ceti più alti o gli uomini più valorosi potevano fumare il sigaro o la pipa. Non a caso i più grandi scrittori e pensatori della storia hanno avuto come fedele compagno il fumo lento. Su tutti il mio amato Simenon, o Mark Twain, di cui riporto una citazione all’inizio.

Il sigaro (o la pipa), quindi, come strumento di riflessione e speculazione. Per questo quando vedo un esibizionismo impudico di sigari, troppo spesso extra-large, come solo un Churchill o un Orson Welles potrebbero permettersi, incorniciati da una fuoriserie e da un orologio status symbol, credo si tradisca in qualche modo la nobiltà dell’oggetto. Che la natura ci ha regalato e che l’uomo ha saputo cogliere, apprezzare, conservare. Come il vino. Deve esserci un rispetto superiore che per altri compagni di vita, maschile e non. Un sigaro è sapore e sapere al contempo, non mera esibizione.

Dicevamo dei miei 25 anni di relazione con questo mondo. Li festeggerò per la prima volta all’Encuentro Amigos de Partagas, il prossimo luglio, a pochi giorni dal mio 45mo compleanno. Sicuramente in compagnia di manufatti eccezionali provenienti da Cuba. E mi farò molti regali…

Stilemaschile, che rappresento, sarà accompagnato da Ulturale Cravatte, che ha realizzato una sorpresa speciale per tutti i partecipanti.

Giovedì poi, io e Alex Pietrogiacomi presenteremo il nostro libro sul Duello (www.stilemaschile.it).

Ringrazio Francesco Minetti per avermi prima invitato e poi coinvolto in questo fantastico appuntamento. Io e Francesco ci siamo più volte incrociati a vari eventi negli ultimi 6/7 anni, ma solamente di recente abbiamo intensificato un rapporto di collaborazione e amicizia che, spero, in futuro possa darci modo di condividere ancora e meglio la nostra comune passione fumosa.

Di Alfredo de Giglio

2006: guida alla Manifattura di Lucca a Marcello Lippi
2011: con Salavatore Parisi e Roberto Mattera
2011: in visita da Vincenzo de Gregorio, con Alex Pietrogiacomi
2016: con Gianluca Sansone, evento sul tabacco Kentucky